La cessione del quinto dello stipendio è un particolare tipo di prestito personale riservato a tutte le categorie di lavoratori dipendenti e ai pensionati INPS e INPDAP, sono quindi esclusi i lavoratori autonomi, è disciplinato dal D.P.R. del 5 gennaio 1950 e successive modifiche.

Si chiama cessione del quinto perchè l’importo massimo della rata da rimborsare non può superare il 20% dello stipendio netto del lavoratore o della pensione integrativa e rimane inalterata per tutta la durata del finanziamento; la rata non viene pagata tramite bollettini o bonifici bancari ma trattenuta direttamente dal datore di lavoro (il quale non si può rifiutare di eseguire tale operazione) il quale eseguirà un successivo bonifico all’istituto finanziario erogante.

E’ differente dal classico prestito personale perchè permette anche ai richiedenti che sono protestati o cattivi pagatori di ottenere tale forma di finanziamento; non sono quindi necessarie garanzie ulteriori quali ipoteche o fideiussioni: la garanzia principale è costituita  dallo stipendio stesso e dal Trattamento di Fine Rapporto.

La durata massima della cessione del quinto è 10 anni (120 mesi), non può in ogni caso andare oltre la fine del rapporto di lavoro; l’importo massimo erogabile è calcolato in base alla liquidazione maturata (TFR) e allo stipendio netto per i dipendenti, per i pensionati invece si verifica l’entità della pensione; si può estinguere la cessione del quinto corrispondendo una penale, come disciplinato dalla normativa europea, normalmente è l’1% del capitale residuo.